L'immagine che fa parte del titolo del blog è l'interno del Cafè de Los Angelitos, un locale storico di Buenos Aires dove Gardel cantava i suoi tanghi. Beh, adesso è stato risistemato con i contributi americani (Coca Cola) ma mantiene un certo stile e poi per me rappresenta il posto dove andavo a fare colazione al mattino quando sono stato a Buenos Aires in vacanza.
Per motivi di tango.
Tango argentino, non tango "di sala", non quel tipo di ballo "impostato" che può capitare di vedere in giro, ma il tango sgrammaticato, libero, fatto di gambe che guizzano (nelle esibizioni) ma soprattutto di emozione trasmessa.
Sono tornato a lezione dopo un anno e passa di assenza e non pensavo che mi fosse mancato così tanto.
Mi chiedevo anche, in questi lunghi mesi, perché ascoltassi sempre meno musica.
A quanto pare tutto derivava solo da questo.
Alla fine di ogni lezione si lasciano sempre un paio di tanghi per ballare liberamente e vi garantisco che l'emozione provata a diventare solo un canale che trasmette l'emozione della musica è impagabile.
Lo ammetto, sono tangodipendente.
Il bar è aperto
Per motivi di tango.
Tango argentino, non tango "di sala", non quel tipo di ballo "impostato" che può capitare di vedere in giro, ma il tango sgrammaticato, libero, fatto di gambe che guizzano (nelle esibizioni) ma soprattutto di emozione trasmessa.
Sono tornato a lezione dopo un anno e passa di assenza e non pensavo che mi fosse mancato così tanto.
Mi chiedevo anche, in questi lunghi mesi, perché ascoltassi sempre meno musica.
A quanto pare tutto derivava solo da questo.
Alla fine di ogni lezione si lasciano sempre un paio di tanghi per ballare liberamente e vi garantisco che l'emozione provata a diventare solo un canale che trasmette l'emozione della musica è impagabile.
Lo ammetto, sono tangodipendente.
Il bar è aperto
Evvivaaaaaaaaaaaa!! Finalmente!!
Scritto da: Marta Cinquetti | 02/01/2010 a 04:06 p.